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domenica, novembre 14, 2004
 

L'esproprio.

Esselunga. Volo, tra gli scaffali. Scivolo, tra barrette dell'Altromercato, Isipil e Tavernelli. Il sale. Dov'è. Dov'è il sale. Da anni non trovo il sale. Il sale mi ha causato per anni disturbi della personalità. Anni di analisi per convincermi che non è colpa mia se il sale non si trova. Ho pensato di far causa agli esperti di merchandising. Prima o poi lo farò. Il sale. Lo intravedo. Lì dietro. Nascosto. Solitario. Bene. Mi avvio alla cassa cinque. In mano un brunello e il sale. Rimugino. Il sale è proprio solitario. Il sale è proprio solitario.

Concetta Scendimbene ha trentacinque anni. Vive a Milano da otto. Ci ha provato, lei, a studiare all'Europeo di Design. Non era l'ambiente adatto. Da sei anni lavora all'Esselunga di Ripamonti, cassa cinque. Vive. Sopravvive. Single per forza. Sogna spesso la sua infanzia a Locri. Non è bella, Concetta, e non fa niente per migliorare il suo aspetto. Chissà se troverà mai il principe azzurro. Forse, un giorno, tra le casse del supermercato. Concetta ha perso l'udito per una banale otite. Concetta è una ragazza semplice. Ma odia la confusione. Ecco. Si avvicina a lei. Un poco di buono. Farfuglia....proprio...oletario...proprio...oletario... Gesù. Quegli scocciatori. Come li chiamano. Disobbedienti. Eccoli. Un esproprio proletario. Concetta si spaventa e inizia a gridare.

Mimmo Caliò ha trentanove anni. Il suo eroe è Arnold. Non ricorda il cognome. Arnold. L'americano col nome tedesco. Svarseneger, Sciarsennegher. Come Arnold, Mimmo è nella sicurezza. Di un supermercato, ma questo è solo un dettaglio. Una volta ha letto che a tutti spettano nella vita cinque minuti di celebrità. Lo ha detto un famoso artista, un americano col nome polacco. Endi. Uorol, Uhorhol. Concetta. E' carina, lei. Un pò timida, ma le piace. La guarda, indaffarata alla cassa. Che accade. Un tizio. Farfuglia. Concetta grida. Mimmo impugna la pistola. Non ha mai sparato, ma con lei si sente al sicuro. Si avventa sulla cassa cinque.

Gino Santelia ha ventinove anni. Avrebbe potuto fare l'imprenditore, Gino. Avrebbe potuto seguire il padre e aprire la fabbrica in Cina. Profilati per cassonetti industriali. E invece ha deciso di studiare. Comunicazione. Poi giornalismo. Poi un corso di scrittura. Bruno. Bruno Vespa. Gino lo sa. Sarà lui il nuovo Bruno Vespa. E in attesa che qualcuno lo noti, si allena, scribacchiando articoletti di cronaca per il quotidiano della zona, Ripamonti News. E' attento, Gino. E ha notato uno strano movimento, alla cassa cinque. La vede la guardia giurata. Avventarsi contro quel tizio col sale in mano. Sarà l'ennesimo disobbediente rompicoglioni. Che fortuna. Un esproprio proletario. Proprio dinanzi a lui.

Corriere, 15 novembre. Un altro tentativo di esproprio proletario, questa volta a Milano, è stato soppresso sul nascere, all'Esselunga di via Ripamonti. Fermato un pericoloso individuo, si stanno valutando legami con i disobbedienti. L'eroe è il signor Mimmo Caliò, guardia del supermercato, che si è avventato sul losco individuo prima che potesse nuocere alla cassiera, signorina Concetta Scendimbene. Non ci sono feriti. La Scendimbene ha ringraziato pubblicamente Caliò, chiamandolo "il mio principe azzurro". Da Milano, Gino Santelia.










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