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martedì, giugno 12, 2007
 

IL VIOLINISTA

di Riccardo Cardellicchio

 

Stavano suonando Vivaldi.

Era il suo autore preferito. Sollecitava la sua indole romantica. E sentiva che dal suo violino uscivano note diverse. Gli sembravano più decise, rotonde, capaci di aggiungere poesia alla poesia.

Teatro pieno. Era una grande occasione.

Era il clou della rassegna musicale che aveva animato la piccola città per quindici giorni.

Un impegno organizzativo ed economico notevole.

Gli era piaciuto farne parte.

Era il primo violino dell’orchestra regionale.

Un ruolo conquistato a fatica.

Il silenzio piombò in un secondo.

Totale.

Sorpreso, guardò verso il direttore.

Che succedeva?

Dette un’occhiata alla sua sinistra.

L’orchestra continuava a suonare.

Ma dov’era la musica?

Dove si perdeva?

Chi l’ingabbiava?

O il silenzio era nei suoi orecchi?

Non poteva cessare.

Continuò, la mente ad altri concerti con quella musica.

Sudato fradicio.

Arrivò alla fine stremato.

S’accorse che il pubblico applaudiva in piedi.

Aveva dato il meglio di sé, nella disperazione.

Il direttore gli strinse la mano. Contento.

E lui, piano, in un sussurro: “Non sento. Non sento più nulla. Sono diventato sordo”. E, di volata, lasciò il palcoscenico.


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scritto da padulericcardo | 23:35 | commenti Torna in plancia




martedì, giugno 05, 2007
 

MINIATURE

di Riccardo Cardellicchio

LO SCRITTORE PER RAGAZZI

Il vecchio scrittore per ragazzi, celebrato, lasciò la città per annullarsi in una località di mare frequentata. Sul suo capo pendeva un sospetto di pedofilia. Disse: "Soltanto menzogne su di me". Un lunedì mattina, lo trovarono morto nella pineta frequentata da baby prostituti

L'IMPIEGATO

Tutti dicevano che era una persona socievole, perbene. Un impiegato modello. Lo ripeté la sua vicina di casa quando i carabinieri andarono ad arrestarlo e non lo trovarono. Era accusato d'aver strangolato una prostituta nigeriana.

IL GIOCATORE

Rincasava a notte fonda dopo aver passato ore con le carte in mano al circolo. Perdeva. Ma quella sera aveva vinto tanti soldi. Lo bloccarono in due davanti al cancello male illuminato della sua abitazione. Reagì. Uno lo colpì al cuore con un coltello da caccia.

IL CACCIATORE

Sparò sicuro di sé. Il cinghiale - ferito - lo caricò, reso folle dal dolore. Non ebbe scampo.

IL GEMELLO

I colpi lo centrarono mentre stava attraversando la strada con la moglie. Erano due, i killer. In moto. Resi anonimi dai caschi. Uno armato di pistola. Avevano avuto una foto per identificarlo. Ma non erano stati avvertiti che la preda aveva un gemello. Sposato. Una pasta d'uomo.


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scritto da padulericcardo | 17:26 | commenti (1) Torna in plancia